LE PERSONE DIETRO IL PACKAGING

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Indice

Le persone dietro al packaging

Volti e competenze: come il team trasforma un’esigenza in una soluzione

Quando guardiamo un flacone, vediamo una forma.
Quando guardiamo una chiusura, vediamo un dettaglio.

Ma dietro quella forma e quel dettaglio c’è molto di più.

Ci sono domande, confronti, prove, competenze, intuizioni e, soprattutto, persone.

Perché nel packaging destinato alla cosmetica, alla farmaceutica, all’alimentare una soluzione efficace raramente nasce da una singola intuizione. Nasce dall’incontro tra persone che osservano lo stesso problema da prospettive differenti.

Forse è proprio questo uno degli aspetti più interessanti del nostro lavoro in ALCE, della nostra italianità e del “Made in Italy”.

Dietro una richiesta, un progetto, un campione o una nuova opportunità ci sono persone come Andrea , Enrico , Matteo e Fulvio , per citarne solo alcuni

Nomi, certo ma soprattutto persone con esperienze, sensibilità e modi diversi di guardare lo stesso settore ed è proprio questa diversità che, giorno dopo giorno, contribuisce a trasformare un’esigenza in una soluzione.

Dall’esigenza alla soluzione

Un progetto può iniziare con una richiesta apparentemente molto semplice: “Cerchiamo una soluzione più funzionale.”, “Abbiamo bisogno di qualcosa di più distintivo.” o ancora “Dobbiamo trovare un modo diverso di affrontare la chiusura.”

Da quel momento inizia un percorso.

Prima si ascolta poi si fanno domande. Si cerca di andare oltre, vedere cosa c’è veramente dietro la richiesta perché spesso il cliente non sta chiedendo semplicemente un flacone o una chiusura, sta cercando un modo per risolvere una sua necessità.

E allora entrano in gioco competenze diverse.

C’è chi conosce materiali e processi, chi guarda alla funzionalità. C’è chi pensa all’ergonomia e all’esperienza dell’utilizzatore e chi valuta la fattibilità industriale, oppure c’è chi si concentra sulla personalizzazione e sull’identità del progetto. C’è chi verifica, controlla, mette in discussione e propone alternative o ancora c’è chi, semplicemente, dopo anni di esperienza ha imparato a riconoscere un problema ancora prima che venga completamente raccontato.

È questa la parte del packaging che normalmente non si vede.

Il risultato finale può sembrare un semplice flacone, una chiusura, un sistema di erogazione. Ma quella semplicità è spesso il risultato di molte conversazioni, molte prove e qualche inevitabile “proviamo a farlo diversamente”.

Il valore è nelle connessioni

Nel packaging primario, che sia cosmetico, farmaceutico o per ambienti, contenitore e chiusura non sono elementi isolati. Devono dialogare con il contenuto, con il processo di riempimento, con l’utilizzatore, con gli obiettivi del brand e con le esigenze del mercato. Una variazione apparentemente minima può avere conseguenze importanti. Una diversa geometria può cambiare l’ergonomia.

Una scelta di materiale può influire sulla compatibilità; una modifica può migliorare un’esperienza oppure crearne una completamente diversa; una soluzione più leggera può richiedere un totale ripensamento del processo.

Ecco perché il vero valore non è soltanto nel componente finale.

È nella capacità delle persone di mettere in relazione tutti questi elementi.

È nella telefonata in cui nasce un’idea, nella riunione in cui qualcuno fa una domanda che nessuno aveva ancora fatto, nel campione che arriva e non convince completamente, nel confronto tra due punti di vista, spesso nel domandarsi “perché non proviamo così?”, non meno importante anche nel commettere errori. Un team competente non è quello che sa imparare rapidamente da ciò che non funziona e mette in atto l’insegnamento per evitare o perlomeno riesce a riconoscere- anticipandolo- l’errore prima che si verifichi.

Anche la sostenibilità è una questione di persone

Oggi parlare di sostenibilità nel packaging significa andare oltre la semplice scelta di un materiale.

Significa interrogarsi sull’intero sistema dal semplice e banale, seppure sempre efficace : ”Possiamo ridurre il peso/materiale usato?”

al più articolato: “Possiamo rendere il packaging più efficiente senza comprometterne funzionalità, sicurezza ed esperienza?”

Sono domande che non hanno quasi mai una risposta unica e richiedono confronto, esperienza, tanta curiosità, capacita di “unire i punti” grazie a competenze diverse.

Per questo la sostenibilità non è soltanto una caratteristica intrinseca del packaging; è anche una competenza progettuale e, prima ancora, un atteggiamento delle persone che lo progettano.

Più di 56 anni di esperienza non sono soltanto una data

Per un’azienda che ha attraversato oltre mezzo secolo di storia- per l’esattezza è da 56 anni che siamo sul mercato- l’esperienza non dovrebbe essere considerata semplicemente come un numero. Spesso questo viene trascurato a favore del solito specchietto delle allodole dei super prezzi o mega sconti.

L’esperienza è fatta di persone che hanno visto cambiare il mercato, di clienti con esigenze sempre nuove; di tecnologie che hanno aperto nuove possibilità e ed errori che hanno insegnato qualcosa; quel qualcosa che viene passato sa una persona all’altra e che crea relazioni durature.

È questo che rende un’azienda davvero “umana”, non soltanto ciò che produce ma soprattutto ciò che sa trasferire.

Alla fine, cosa acquistiamo davvero?

Quando un’azienda sceglie una soluzione di packaging, non sta acquistando soltanto vetro, plastica, metallo, una chiusura o un contagocce: sta acquistando esperienza, capacità di ascolto, conoscenza tecnica, affidabilità, flessibilità e tutto quel valore aggiunto di ogni persona del team ALCE e soprattutto la capacità di trasformare un’esigenza ancora da definire in qualcosa di concreto. Per questo crediamo che ci sia un modo diverso di raccontare e vivere il packaging,  attraverso le persone, il valore umano, che rendono possibile ciò che vediamo e non soltanto attraverso ciò che vediamo.

Andrea, Enrico, Davide, Matteo, Fulvio e tutte le altre persone che, dentro e intorno ad ALCE, ogni giorno contribuiscono a far avanzare un progetto. Dietro ogni flacone, ogni chiusura che funziona al primo gesto e ogni soluzione che sembra semplicemente “giusta”, c’è quasi sempre un team che ha fatto molte domande prima di trovare la risposta.

Il packaging è il risultato, le competenze sono ciò che lo rendono possibile.
Le persone sono ciò che dà senso a entrambe.

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